venerdì 13 luglio 2018

Serenamente


Campo estivo Natura & Inglese - Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise - 1-8 Luglio 2018

"Ti vogliamo bene" dice Chiara.
E' sabato pomeriggio, siamo agli sgoccioli della nostra settimana, in cinque vi avvicinate e, tutti insieme, mi abbracciate.
Anche io vi abbraccio.
...Basterebbe questo. Cosa altro da aggiungere, da scrivere?
Basterebbe a rendere l'idea, di ciò che abbiamo vissuto, in maniera più che adeguata.
Una settimana prima nemmeno ci conoscevamo...

"Siete stati un gruppo sereno", ha detto una delle vostre Mamme, l'ultima ad arrivare al momento della ripartenza a fine settimana, dunque a chiudere del tutto, simbolicamente, la nostra avventura.
Una sintesi perfetta.
Un ottimo polso della situazione, perché è una sacrosanta verità, e percepita a centinaia di chilometri di distanza.
Ho approvato, le ho dato ragione e merito di averlo percepito.
Anzi, posso dire ora, qui, che è stato forse il riscontro più importante che ho ascoltato rispetto a quello che realizziamo, da quando lo realizziamo. Quindi giusto giusto tredici anni...
Si, perché noi puntiamo proprio a quello. A trascorrere - insieme - una settimana in Serenità. Felici e Gioiosi, innanzitutto.
Non abbiamo da insegnarvi qualcosa, una tecnica, come avviene in tutte le "summer school", residenziali e non: l'andare a vela, ad esempio. O l'andare a cavallo (almeno non qui). O il fare uno stage sportivo estivo. E nemmeno, in fondo, lo possiamo dire senza problemi, insegnarvi l'inglese, una lingua straniera.
Nostro obiettivo, in fondo, è Vivere. Fare un'Esperienza. Che lasci il segno.
Creare Coscienza e crescere in Consapevolezza. Andare, e stare, in natura per stimolare il ritorno alla Naturalità della Vita.
Alla naturalità dei rapporti tra gli esseri viventi e l'ambiente che li circonda.
O, quantomeno, nostro obiettivo è mettere semi a questo scopo; imboccare il sentiero in questa direzione, che poi ognuno deciderà se continuare e come.

E' difficile trasmettere ciò. Difficile prima, durante e dopo.
Proprio perché si tratta di qualcosa di "intangibile" (ed è il motivo per cui molti di Voi, tutti praticamente, e in parte anche noi, mai vi aspettate, all'inizio, che la settimana possa poi essere quello che alla fine risulta esser stata...)
Si può solo farlo. Non enunciarlo. Non pubblicizzarlo, per venderlo.
Si fa, con chi c'è in quel momento. E stavolta c'eravate Voi. Con le vostre caratteristiche, i vostri caratteri, le vostre personalità, e ne è nato un gruppo equilibrato, sereno, appunto. Verissimo.
Celebre quello che è avvenuto due anni esatti fa. La collega con cui avrei condotto il turno di campo, alla sua prima esperienza in tal senso, la sera prima di partire mi comunica che si sentiva impreparata. "Anche io!...", le risposi. E così risponderei ancora oggi, ogni volta. Non si enuncia: si fa, si realizza.


Salutarsi, alla fine, è sempre impegnativo. E' vita anche per noi.
Le vostre lacrime sono, tra tutte, solamente quelle che si vedono.
Chi va via da un'esperienza del genere senza essersi commosso anche per un solo secondo, anche solo intimamente, vuol dire che, in fondo, non è stato pienamente lì.
Le ragazze, per loro natura, generalmente sono più esplicite in questo. I ragazzi "reggono" ma non riescono mai a celare del tutto il proprio pizzico di... disagio. Lo vediamo. Lo abbiamo visto anche stavolta. E lo riteniamo un segno importante.

In questi anni, abbiamo sperimentato e realizzato. E, per certe cose, fatto scuola.
Abbiamo creato un modo di fare, siamo diventati degli specialisti(e ci hanno chiamato per intervenire dove era necessario farlo bene); portato professionismo e professionalità - che significa innanzitutto cura e dedizione - in un settore che per definizione - purtroppo - non lo è.
E' giunto però il momento - e questo ve lo dico io che, appunto, come anche avete avuto modo di vedere direttamente, ho profuso molto impegno in questo senso per almeno l'ultimo decennio buono - che siate Voi, e le vostre famiglie, a richiedere "al Mercato" di offrire quello che Voi sapete può essere offerto, quello che è necessario sia offerto. Un Mercato che pensa solo a mantenere se stesso, alla propria sopravvivenza, e non - paradossale! - a quello che sono i propri "clienti", il proprio interesse prioritario: i bambini e i ragazzi. La Persona.
Decine di migliaia (!) di proposte estive in giro, residenziali come la nostra o meno, ma, obiettivamente, la qualità è complessivamente bassa, bassa la cura dei dettagli e la cura per la Persona, anche da parte di realtà blasonate.
Alto il livello di approssimazione e di improvvisazione, giustificato dal becero sentimentalismo di base che tradizionalmente ci caratterizza come Popolo, nel mix - tremendo... - di necessario "parcheggio" estivo dei ragazzi per le famiglie e di lavoretto stagionale per i giovani operatori coinvolti in cerca di altro, che intanto accumulano esperienza e mettono da parte qualche soldino per pagarsi le proprie di vacanze.
Noi abbiamo voluto darvi Altro. Ve ne rendete conto anche Voi. E vi raccontiamo che non è la prima volta che lo facciamo.
E' necessario che siate Voi, dunque, i primi a pretendere Altro.


Ad ogni modo, chi cerca trova, si dice.
E Voi l'avete trovato, a quanto pare. Perché, evidentemente, magari anche solo inconsciamente, lo stavate cercando.
Beh... non perdetelo, non mollatelo, ora!
Siete stati, siamo stati, un gruppo sereno. Degno davvero del brindisi di fine settimana, a cena, proposto da Martina.
Avete visto cosa significhi e cosa comporti realizzare per esserlo. Avete visto quali siano le cause necessarie per esserlo. Ma non avete visto quali battaglie, "dietro le quinte", si son combattute - e si combattono ancora, quotidianamente - perché Voi possiate sempre beneficiare di ciò di cui avete beneficiato. Tutti.
Le mie battute, lo scherzare, sul mio desiderio, oggi, di "andare in pensione", si riferiscono a questo...
Siate dunque per primi, da ora in poi, i portatori di questi Valori. tocca a Voi.
Ricercateli e richiedeteli anche altrove. Fatene un baluardo da difendere.
Un grazie da me e, mi sento di dire, da Tutti Noi, se vorrete farlo. ;-)

Con grande affetto, vi saluto!
Grazie Martina, Ilaria, Aurora, Chiara, Arianna, Angelica, Benedetta, Giorgia, Rita, Cecilia, Emanuele, Andrea, Francesco, Giulio, Lorenzo, Raffaele, Alessandro, Paolo, Leonardo, Giovanni, Elio, Giorgio, Stefano. E a Roberta, Elisabetta e Laura.
Parto per un altro turno ancora ma vi porto nel cuore! Ciao!


domenica 1 luglio 2018

Il primo degli ultimi?


Campo estivo WWF - Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise - 16-23 Giugno 2018

Incontro L. e mi chiede: "sul blog non scrivi più?!" E ancora: "ogni tanto ci vado, per prendere qualche spunto, per avere qualche stimolo".
In effetti, ...mi sono privato della gioia di scrivere, di condividere qui, troppo a lungo.
E' - si - un momento di transizione, di cambiamenti; la fine di un ciclo, con evidenza, un ciclo lungo e importante, e l'attenzione è rivolta all'identificazione di nuovi obiettivi, all'individuare la direzione giusta, e, per questo motivo, in verità, complice il dover far fronte negli ultimi mesi anche a una serie di attacchi diretti alla mia persona e manipolazioni del mio comportamento (quando sei sulla Strada giusta, l'unica, i dèmoni fanno a gara per ostacolarti e per farti retrocedere), mi sono privato (ahimè: ingrato...) della Gioia in generale.
Eppure è stato, il semestre invernale, eccezionale dal punto di vista delle soddisfazioni: 5 (cinque...) corsi di cui 4 ideati, realizzati e condotti, praticamente in contemporanea, o "in staffetta" tra di loro: due Corsi base di Escursionismo, un Corso di Escursionismo di secondo livello, un corso di introduzione alla tecnica professionale della GAE e la partecipazione con la maggioranza delle ore di docenza al corso Guide nelle Marche.

Dunque, succede.
Si cade. A volte più rovinosamente di altre. E ci si mette un po' di più a rialzarsi.
L'importante però è rialzarsi. Ritrovare l'equilibrio con cui ci sosteniamo.

Sono arrivato dunque piuttosto scarico - come svuotato - all'appuntamento con l'impegnativa stagione estiva. Anche se non è la prima volta.
Organizzate e coordinate le ultime cose, con poco stimolo viste le personali condizioni, parte subito il primo turno di campo estivo WWF nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.
Ma si sa (almeno per me è così): con i bimbi, nonostante tutti i problemi, tutte le criticità, tutte le difficoltà a cui bisogna far fronte riemerge l'entusiasmo e, in generale, la vitalità.
Sono arrivato alla partenza del turno praticamente col fiatone ma poi, riposando in volo come gli uccelli migratori, mi sono lentamente ripreso e, in qualche modo, nonostante tutto, parzialmente rigenerato. E mi sono goduto l'affetto manifestato dai bimbi. Le loro piccole grandi gioie, i loro dolori, le loro vittorie.
E ne è uscita un'esperienza che si ricorderà. Anche questa. Per la sua unicità.
È una cosa che non si può descrivere - ci ho provato in questi anni - se non la si è provata.
L'avere a che fare con delle Vite, con la Vita tutta, "bella" e "brutta", in una modalità così intensa e temporalmente lunga, mette realmente alla prova se stessi in toto.

La fine di un ciclo, si. Lungo e importante.
Ma l'inizio di un altro, nel proseguimento dell'agire indifessamente solo per il Bene.

Grazie per averne fatto parte, Bimbi!
Grazie per aver accettato di buon grado, come solo Voi sapete fare, di chiudere qualche volta un occhio, anche due, verso la mancanza di Gentilezza di noi adulti, a volte, alle prese col fatto di... esser troppo cresciuti; grazie per la Vostra Comprensione Diego, Lorenzo, Federico, Simone, Edoardo, Leonardo, Mattia, Aslan, Andrea, Giacomo, Miriam, Diana, Victoria, Vera, Claudia, Giulia, Emma e Roberta.

Chissà che non ci sarà un'altra occasione di incontro! Sarà senz'altro, per tutti, un piacere.

sabato 21 aprile 2018

Abbiamo ucciso un orso (marsicano)


Antefatto: http://www.parcoabruzzo.it/dettaglio.php?id=47317

Svolgimento...

Epilogo: http://www.parcoabruzzo.it/dettaglio.php?id=47353

Il mio compito di Educatore è quello di far emergere la Coscienza di Ognuno - diverso dall'idea di dover inculcare informazioni e concetti - e già mi prefiguro il dibattito che stimolerò, tra qualche settimana, con i bambini e i ragazzi dei campi estivi che avrò il piacere di condurre, anche quest'anno, in quelli che sono però stavolta i luoghi del... misfatto.
Luoghi che adoro, quasi una seconda casa per me, dove lavoro con continuità da ormai 13 anni, trascorrendovi decine di giornate e accompagnando decine di persone, grandi e piccoli. Luoghi che sono stati modellati dalla presenza, ormai quasi centenaria, del primo Parco Nazionale italiano in termini di ideazione, che mi adopero per promuovere nella sua importante attività di conservazione della natura.

La domanda che porrò ai ragazzi sarà questa: "se riempio un edificio di esplosivo, lasciandolo lì per un determinato tempo, fino a quando non accenderò la miccia: l'edificio esploderà perché l'ho riempito di esplosivo o perché ho acceso la miccia?
E ancora: il vaso trabocca perché è pieno o per via dell'ultima goccia che vi ho versato?"

I bambini, si sa, nella loro purezza, sono la voce della verità e fin da ora scommetto che la risposta che daranno, per entrambi i casi, sarà: "per tutti e due i motivi!"

Sui social s'è scatenata, come ormai avviene sempre, la gogna mediatica nei confronti di chi si ritiene essere responsabile. La gara a chi fa l'insulto più grosso.
Consapevoli di questo, chi si sente tirato in ballo (anche se non direttamente coinvolto nell'aver causato il fatto) parte subito sulla difensiva ma con atteggiamento, come si dice a Roma, di "chi mena per primo, mena due volte". Ho parlato, senza un destinatario preciso, di atteggiamento antropocentrico come causa di questi eventi, e una "scienziata" (collega a cui ho dato modo di lavorare nel campo che le piaceva e che le dava opportunità rispetto a quanto studiato...) mi ha letteralmente intimato di tacere e, in sostanza, di non toccare la Scienza (che nominava appunto lei e non io)...
Insomma, tutti impegnati a guardare il dito dell'altro (puntati tra loro a vicenda), in mezzo a interventi moderati di diplomatici finti saggi, tutti completamente immersi nella dottrina della colpa e da come uscirne personalmente indenni, e nessuno che guarda la luna.
Poi arriva il pronunciamento ufficiale - la pietra tombale - della cosiddetta Scienza, che ci dice che "sono state escluse relazioni dirette tra l'anestesia e le causa di morte dell'orso". Ovvero: il vaso si è rivoltato mentre l'ultima goccia cadeva... L'esplosivo si è autoinnescato mentre la miccia veniva accesa...

La luna, invece, è piena e luminosa come non mai. Solo se ebbri di profonda arroganza non la si vede - inimmaginabile fare l'unica cosa che ci sarebbe da fare, ovvero manifestare il proprio reale, sincero, dispiacere - e si è disposti a giustificare negando qualunque cosa, purché sostenga la versione dei fatti, edulcorata, che ci deresponsabilizza.
Si gioca con le parole, quando non si vuole ammettere che ci si sta sbagliando.
Occupati nella distribuzione di torti e ragioni, colpe e punizioni, non c'è spazio per ripartire dalla manifestazione autentica del proprio dispiacere e da un reale ravvedimento.
Un copione già visto, comunque. Niente di nuovo. Non è la prima volta e non sarà l'ultima.
Manca la comprensione della "relazione diretta", si: relazione diretta con la Legge di Simultaneità di Causa ed Effetto, che regola la vita nell'universo. Si vive come se non esistesse: costruendosi anche a opera d'arte le argomentazioni che lo confermano.
Il punto è che l'orso stava già male non che il narcotico gli ha dato il colpo di grazia, accorciandone chissà di quanto la preziosa vita (ma... la vita la consideriamo davvero preziosa, o no?).

Non più di un paio di settimane fa, è apparso questo video, davvero significativo:

http://www.ildolomiti.it/video/ambiente/2018/faccia-a-faccia-con-il-primo-orso-in-val-rendena-mirko-resta-calmo-e-lincontro-e


La questione da risolvere è la profonda dif-Fidenza dell'uomo moderno, la sua mancanza di Fede, gli effetti dell'essere succube delle proprie paure. Non gli "orsi con-fidenti", da cui tutto questo è nato.
Si cercava l'orso Mario, reo solo di aver fatto un gran trambusto per essere rimasto intrappolato in una cantina in cui era entrato, e invece ci si è trovati di fronte a quest'altro.
E' morto per averci incontrato e per le nostre azioni basate, in fondo, sulla Paura. Punto.
C'è una profonda relazione karmica tra quella vita e quella di tutti noi, da cui deriva un profondo senso delle cose, che in questo momento, "dall'interno" non vediamo, ma che senza dubbio ha un fine superiore. Ed è opportuno rendere Gratitudine, per questo, a questa vita che si è conclusa così.
Cercare il colpevole non serve ma affermare che non c'è relazione diretta tra l'una e le altre è altrettanto fuori luogo. Fuori dalla realtà.
Ciò che sappiamo con certezza è che sono gli animali che re-agiscono per paura. E che gli Uomini, invece, sono strutturati per fare anche molto altro.

domenica 8 aprile 2018

Sette personaggi senza bisogno d'autore


Parafrasando Pirandello...

"Quando una Guida è nata acquista subito una tale indipendenza anche dal suo stesso istruttore che può esser da tutti immaginata in tant'altre situazioni in cui l'istruttore non pensò di metterlo, e acquistare anche, a volte, un signifcato che l'istruttore non si sognò di dargli."

Abbiamo camminato ma ci siamo fermati anche ad ascoltare.
Abbiamo scambiato idee ma abbiamo anche lasciato spazio al silenzio e alla fantasia. Abbiamo sentito, immaginato, creato e messo in scena.
Grazie al regista Riccardo e ai miei compagni attori di questo bellissimo spettacolo!

[Daniele - 8 Aprile 2018]

...Settimane di "prove": la compagnia delle Guide è pronta. Il regista è soddisfatto. E orgoglioso.
Si preannuncia uno Spettacolo di altissimo livello, che sarà di certo da tutto esaurito.

Oggi è il giorno in cui nacque, secoli prima di Cristo, il Budda Shakyamuni, Padre, e Maestro, di tutti gli Esseri Viventi, dall'infinito passato.
Colui che ha affermato, nel Sutra del Loto (ciò che Egli stesso dichiara essere il luogo dove ha esposto la Verità), che tutti, in quanto Esseri Viventi, indistintamente, possediamo la natura di Budda - lo stato vitale del Budda - e che siamo in grado di manifestarlo nell'istante presente. Senza ricorrere ad annose pratiche ascetiche, senza essere dei "prescelti", senza dover raggiungere, dove "ottenere", qualche cosa.
Semplicemente: manifestarlo.
Tutti.

lunedì 19 febbraio 2018

Con gli altri e per gli altri


"Sono felicissima...abbiamo messo il carburante, ora il viaggio andrà più spedito.
Grazie della disponibilita ed esperienza Riccardo. Credo che abbiamo fatto prprio bene a creare questa opportunità cogliendo un loro bisogno ma senza la tua disponibilità non si sarebbe potuto far questo lavoro con loro e per loro."


Con questo messaggio da parte della tutor dell'ente di formazione, a seguito del mio, con il quale comunicavo che il "diversivo" che avevo proposto di inserire nel corso era andato più che bene, si è concluso il mio intervento, su tre week end e su tre argomenti diversi, al Corso per aspiranti GAE organizzato nelle Marche, il primo in assoluto patrocinato direttamente da una Regione e in cui AIGAE è stata presa come riferimento per la didattica e la scelta dei docenti.
Corso a cui mi è stato esplicitamente e specificatamente chiesto di tenere queste docenze, nonostante i tanti altri candidati che, come me, hanno partecipato al bando di selezione, perché, testuali parole ricevute "questa, lo sai, è una delle regioni difficili (vedasi questione con le Guide Alpine, nda) e dobbiamo assolutamente fare un ottimo lavoro e una bella figura: devi esserci tu".

Si è concluso, poco prima, con gli allievi che, al momento dei saluti e prima di riprendere io da lì, per l'ultima volta, la strada di casa, hanno voluto dedicarmi un applauso, mentre, nel contempo io applaudivo loro, per l'ottimo lavoro che abbiamo fatto, per l'impegno e l'entusiasmo che ci hanno messo, per le cose di valore che abbiamo costruito.
Ho preso, come al mio solito, l'iniziativa e mi sono preso la responsabilità di modificare in maniera sostanziale un pezzo del Corso stesso; ho cambiato le carte in tavola, apparentemente "stravolto" i piani ma... era quello che serviva. Puro buon senso. La necessità. ...per loro e con loro.
E così...: "è stato bello mettersi alla prova! Un'esperienza vissuta da ciascuno di noi con tanta emozione! Sono tornata a casa con uno zaino carico di idee, spunti, stimoli e soprattutto consigli di cui farò sicuramente tesoro! Grazie Riccardo per averci ascoltato e osservato con attenzione e professionalità e per il tuo continuo invitare a essere noi stessi!" (L.D.M.)

E' l'unica cosa da fare, non c'è altro.
Osservare. Ascoltare. Sostenere. Manifestare fatti, in coerenza con questo.
Mettersi in gioco per primi. Realizzare per Sé e per gli altri.
E' stato il mio modo di essere e fare la Guida. Sui generis, senza dubbio. Mi occupo, e mi sono sempre occupato, di Persone, in effetti. Non di turismo, non di territorio. Non di Ambiente.
Il cosiddetto "Ambiente" è un effetto di come stiamo noi: è il nostro specchio. Non esistono terre pure o terre impure di per sé, la Purezza e il suo opposto sono presenti solo e unicamente nel nostro Cuore.

Sono un Educatore, innanzitutto.
Scegliere di fare la G.A.E. è stato scegliere di fare la cosa più prossima a quello che profondamente sono. Ma ho avuto modo di verificare in questi anni che è un ambito dove, con molta leggerezza (e superficialità), ancora molti millantano valori che in realtà profondamente non hanno.
E' un settore che, tra sua immaturità intrinseca (anche se andiamo per il trentennio...), leggi contorte o mancanti (e quelli che se ne approfittano), il riguardare un'attività sostanzialmente ricreativa, rappresenta qualcosa che sembra ancora essere... un grande gioco per tutti e nulla di più.
Ecco perché se si parla di me in questo contesto si tira sempre in ballo la mia "professionalità". Perché è un settore in cui, fondamentalmente, la professionalità è ancora molto scarsa. E chi si dedica al proprio lavoro per farlo al meglio, e per viverci, risulta... alieno.
Qualche giorno fa M., in altro corso che sto tenendo di preparazione professionale, ha detto davanti a tutti gli altri allievi in gruppo: "la cosa più importante, e profonda, che ci hai trasmesso - col tuo atteggiamento - in questi anni è che non si smette mai di essere Guida: tu non dimentichi mai di esserlo".

Ho dato tanto in questi anni, è innegabile - non è auto-celebrazione come qualche sciocco/a pensa - ma c'è ancora tanto da fare.
Ho incarnato il mio ideale di Guida e l'ho messo a disposizione, delle persone e del contesto; anche e soprattutto per questo settore; per questa professione, per la categoria.
Ho operato e lavorato alzando sempre l'asticella, innanzitutto come stimolo per me stesso, ma il salto, ormai, non può più essere solo il mio.
Io l'ho superata, saltando, l'asticella; in alcuni casi ho dovuto anche preventivamente stabilire "le regole del gioco" per poter "competere", ma ora tocca anche agli altri.
Si regredisce, se non si avanza.

Di fatto, dopo anni, tolgo il piede dall'acceleratore.
Un collega nel mio precedente lavoro nell'ambito economico-finanziario, un amico, da diverso tempo mi invita a tornare a lavorare in quell'ambito, e siccome ora sta mettendo in piedi un progetto innovativo e di qualità nel settore della consulenza aziendale di alto livello, mi chiede di portare lì i miei talenti e la mia esperienza multidisciplinare.
In questi giorni, ho accettato l'invito.
Mi piace l'idea e la trovo opportuna: torno, almeno in parte in questa fase, da dove sono partito. E, peraltro, sinonimo di "professionalità"... altrui, la sua, è la prima e unica persona da 13 anni a questa parte che osserva me, mi "ascolta" e valorizza realmente quello che sono con una proposta non ovvia e, appunto, sui generis. Va senza dubbio, quanto meno, ...ascoltato.
Se agli inizi, e forse anche ora, potevo essere considerato un economista, e consulente finanziario, "prestato" al mondo delle Guide, dell'escursionismo e dell'educazione ambientale, oggi sono una Guida che ritorna al mondo dell'economia e della finanza, per dare anche qui (di nuovo) il mio contributo. Sono pronto e il momento è quello giusto.
In fondo, ...cosa è un Imprenditore, oltre che una Persona, se non una Guida?
E cosa sono sempre stato io, nella mia attività di Guida, se non un imprenditore?
Si riparte: ricomincia il Viaggio.



[foto L. Perrone]

domenica 31 dicembre 2017

Un caro saluto anche a Te, 2017


Ti ho trascurato un po', caro blog, negli ultimi mesi.
Questa fine del 2017, che coincide con la conclusione di due anni ..."densi", ha richiesto da parte mia un certo distacco da queste righe e queste pagine, per potermi dedicare a tener salda e mantenere dritta la barra, e la rotta, sotto i colpi delle forti raffiche di vento.
L'autunno è da sempre il periodo più difficile.
Momento dell'anno che dovremmo dedicare, come altre specie animali, al "letargo"; periodo in cui si mettono a dimora i piccoli alberelli in modo che rinforzino le radici, pronti poi per l'esplosione primaverile, è invece il momento in cui si deve - o almeno io devo -riorganizzare tutta la programmazione del successivo anno lavorativo ma, nel contempo, non tralasciare la costruzione del lavoro quotidiano, dopo "l'euforia" estiva; il momento in cui devi fronteggiare le bordate che arrivano per le imposte e cercare di far tornare i conti. E magari ci si mette pure qualche malanno di stagione, che ti tira un po' giù.
Quest'anno, quello del compimento dei miei 40 anni, è stato anche il momento giusto per guardarsi dentro.
L'anno della maturità, si dice; della comprensione che quello che cerchiamo negli altri, quello che chiediamo agli altri, è quello che dovremmo cercare innanzitutto in noi stessi, che dovremmo manifestare noi per primi.
E' molto difficile, a volte, comprendere il senso delle cose che viviamo, delle persone che incontriamo. Il "messaggio" che la Vita vuole farci arrivare attraverso costoro. Vederli con la nostra Parte Illuminata, col Cuore Puro e Sincero.
Ciò richiede la capacità, e, prima ancora, la disponibilità a mettersi in gioco, a cambiare. E quasi sempre il cambiamento richiede una destrutturazione di quello che c'è di costruito, a volte una rivoluzione, senza dubbio la trasformazione e una rivitalizzazione.
E' un processo tutt'altro che facile da farsi, anche se semplice in realtà, che va portato al suo pieno compimento, per poterne vedere gli effetti. Fare il 99.99% non è il 100%. E la lamentela di chi non riesce in genere si annida in quel 0.01% (se va bene).

Nel periodo intercorso tra l'ultimo post scritto e oggi, anche se non ne ho parlato qui, mi sono adoperato nella realizzazione di ulteriori cose importanti. Pionieristiche.
E' partito, ed è ancora in corso, il primo Corso di Escursionismo di secondo livello con didattica AIGAE ufficiale in Italia, dopo che l'anno scorso avevo creato e condotto il corso-zero, il corso pilota, col contributo di un manipolo (eh si, ci sta...) di miei allievi coraggiosi e fiduciosi che hanno deciso di seguirmi, corso che nei mesi successivi è stato appunto riconosciuto e ufficializzato a livello nazionale, con abilitazione a me affidata di altri istruttori colleghi in occasione del Meeting nazionale AIGAE di fine Ottobre. Occasione quella in cui mi è stato dato l'incarico di condurre l'escursione di chiusura del Meeting stesso, sulla base dell'approccio dell'Interpretazione Ambientale (tema del Meeting), la qual cosa, che è andata molto bene, è stata anche opportunità di vedere che qualcosa di mio, fuori dai canoni, ho da dirla e trasmetterla anche in quell'ambito. E non mancherò di farlo, nel prossimo futuro.
Poi c'è ho dato vita al primo corso di Nutrizione Cellulare per il Benessere e lo Sport, che ho messo in piedi e condotto nei mesi di novembre e dicembre, e che segna l'inizio di una nuova rotta, di nuovi obiettivi.

Guardo ora la foto che ho messo in testa al post: è stata scattata qualche settimana, durante la seconda uscita pratica del Corso di Escursionismo di secondo livello di cui sopra.
Lì, sto guardando nella direzione del luogo dove ho fatto la mia prima escursione di formazione come Guida, una delle pochissime in totale (tre). Era maggio del 2005, tredici anni fa.
Ricordo quel momento come fosse oggi.
Ero nuovo a tutto in questo campo, in cui mi ero lanciato un paio di mesi prima per emendare errate scelte precedenti, anche se amavo già, e da sempre, l'escursionismo in Natura, ed erano a sua volta almeno dieci-dodici anni (ne avevo sedici o giù di lì) che desideravo fare la Guida in escursionismo.


Ero più pesante, fuori allenamento, non stavo bene con la tiroide e facevo fatica a percorrere il sentiero, a star dietro ai miei compagni e ai formatori di allora (con uno di loro,siamo di recente stati colleghi nelle docenze ai Corsi per aspiranti Guide Ambientali Escursionistiche di AIGAE...). Ma quando sono arrivato in vetta - abbigliato non eccepibilmente con quello che avevo disposizione in quel periodo, ma indossando il mio primo zaino tecnico regalatomi da due Amici veri per il mio compleanno che cadeva in quei giorni, zaino che poi mi ha accompagnato per i successivi due anni ed è ancora lì pronto in magazzino a partire per un'altra escursione - guardando il "mare di nebbia" sotto di noi, ho sentito che era il posto in cui dovevo essere e quello che avrei dovuto fare, con tutto me stesso, per i successivi anni.
Non mi sono più fermato. Non ci siamo più fermati. Non sono solo, e non è secondario, perché altrimenti non ce l'avrei fatta.
Mai più fermati, mai flettuto nella Determinazione. Nemmeno un istante. Nonostante tutto.
Ed eccomi qui. Tredici anni dopo.
Ho raggiunto l'eccellenza nel mio ambito, e non è l'Ego che lo dice bensì quella parte di me (e di tutti coloro che lo hanno provato) che sa, perché lo ha vissuto sulla propria pelle, che non c'è nulla che valga di più dell'offrire se stessi agli altri, dando loro la possibilità di vivere una esperienza unica e indimenticabile; di vedere, fosse anche solo per un istante, o per una parola, ciò che anche la tradizione cattolica ha definito "la Legge Perfetta, la Legge della Libertà", rispetto alla quale "la felicità è nel praticarla e non osservarla come un ascoltatore smemorato", come ha scritto specificamente l'apostolo Giacomo, nelle sue Lettere.

Sono in vetta, dunque, e il panorama si apre davanti a me.
Sono una Guida, e da sempre, fin dai tempi della pallacanestro agonistica (i precedenti venti anni), un uomo-squadra, e la mia tendenza, e predisposizione, è garantire il benessere del gruppo tutto.
Ma il Benessere di tutti è diverso dal Benessere di Ognuno.
E verso ciò ora volge il mio sguardo.
Avevo immaginato e programmato di proseguire su un Sentiero ma dalla vetta vedo bene tutto - o quasi - e ne ho individuato da qui un altro, che va nella medesima direzione del primo, ma fa un itinerario più completo, più bello e più vario, tanto che vale la pena di cambiare un po' il programma iniziale, e di intraprenderlo.
Al 100%.

Buon Anno a Ciascuno, dunque!
..."è una regola che vale in tutto l'Universo: chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso...", canta Fiorella Mannoia (che non è che ami particolarmente, ma la Verità è sempre la Verità, chiunque la dica).
...Vincete la Vostra Battaglia! Portate a compimento il Vostro Cammino!

lunedì 16 ottobre 2017

Tesori


"E' raro nascere uomini, come è difficile per i granelli di terra rimanere su un'unghia. E' difficile conservare la vita, come la rugiada sull'erba. Ma è meglio vivere un solo giorno con onore piuttosto che morire a centoventi anni in disgrazia. Questo è importante!
(...)
Più preziosi dei tesori di un forziere sono i tesori del corpo, e prima dei tesori del corpo vengono quelli del cuore. Dal momento in cui leggerai questa lettera, sforzati di accumulare i tesori del cuore."


Il mio Maestro; il Maestro di Tutti Noi nell'eternità di passato, presente e futuro.
Addì, 11 Settembre 1277.


[foto C. Piccini - Leggiamo il Mondo, 01.10.2017]

mercoledì 11 ottobre 2017

Marinaio


Campo scuola - Scuola Vela Mal di Mare - 02-06.10.2017

Ho avuto l'occasione, nei giorni scorsi, di realizzare un altro desiderio. La "chiusura del cerchio".
E poiché il desiderio era reale, profondo e sincero, come accade in questi casi, si è realizzato al massimo delle sue possibilità.

Gli amori a prima vista ti prendono all'improvviso, quando e come non ti aspetti.
Ti scombussolano la vita e ti costringono a confrontarti con Te stesso e quanto hai vissuto e costruito fino a quel momento.
A mettere da parte le certezze conquistate. Rimescolano tutto, dentro.
Non puoi non viverli. Non ci riesci.
Sono gli amori veri. I più forti e i più duraturi.
Ti svuotano e ti riempiono allo stesso tempo.
E te li porti dietro per sempre.

Così è stato, qualche anno fa.
Sette, per la precisione.
La Vela.
Il Mare, con la emme maiuscola.
E il vento.
Una volta incontrati, non li dimentichi più.

Su questo pianeta che si chiama Terra e che invece, a rigore, dovrebbe chiamarsi Mare, dopo aver assaporato il fascino dell'altura, della navigazione come viaggio (coprendo pure un bel po' di miglia), come spostamento da un'isola all'altra, oggi so che l'avventurarci per mare in navigazione è stata una conquista dell'ego dell'uomo, e non della sua parte più nobile, per scappare dagli affanni e dalle sue paure in terra.
Finché si gioca un po' col vento e con le onde nei pressi della riva bene, ma prendere il largo, con annesso desiderio di conquista, per noi animali - oggi - di terraferma, ha comportato pian piano l'asservimento di quella che è la culla della vita e della biodiversità alle nostre esigenze di terrestri, fino a ridurla all'attuale pattumiera di ogni nostro singolo capriccio.

Così, ho abbracciato in pieno la mission della Scuola Vela "Mal di Mare": "prendersi cura di sé e degli altri attraverso il mare".
In fondo, lo faccio da anni, nel mio, a terra.
Una scuola di vela esclusivamente per ragazzi, che ha messo da parte l'altura e i viaggi per anni svolti, e che ha fatto e fa della vela uno strumento di inclusione sociale, di cooperazione, di acquisizione di consapevolezza, di crescita. Di Amicizia.
Realizzando anche il progetto "La cura del vento".
Un campo scuola, dunque, per quattro classi di prima superiore di un liceo di Roma, a scuola appena cominciata, per stimolare attraverso il mare, il vento e la vela, lo sbocciare di un gruppo che poi crescerà insieme, i prossimi cinque anni. Senza dubbio indimenticabili per il resto della vita, come lo sono stati per tutti noi.
Non potevo non esserci.

Ho imparato molte cose, in questi giorni, in cui ho avuto, per una volta, il privilegio di non rivestire un ruolo da protagonista.
Sono tornato al Mare. Dentro.
E ancora non avevo svelato al gruppo che sono una Guida Escursionistica, quando E. ha ringraziato esplicitamente "il marinaio Riccardo" sul suo diario giornaliero di bordo, per averle indicato, una sera, a terra, le stelle.

venerdì 18 agosto 2017

Pronti


20° Settimana Verde CRALI - Val di Fassa (TN) - 06-13.08.2017

Pare che Henry David Thoreau abbia affermato questo: "L'uomo che viaggia solo può partire oggi; ma chi viaggia in compagnia deve aspettare che l'altro sia pronto".

E' uno dei miei autori preferiti, Thoreau, perché pochi come lui hanno saputo scrivere e trasmettere la profondità del rapporto tra Uomo e Natura, del legame tra l'Individuo e il Tutto.
Ma, se ciò che ha detto che ho riportato qui sopra fosse realmente vero, tutto quello che ho realizzato come Guida non sarebbe stato possibile.
E questo vale, a maggior ragione, per le Settimane Verde estive sulle Alpi del CRALI (ma anche per i campi estivi per bambini e ragazzi), di cui sono il responsabile del programma escursionistico e il conduttore da ormai 6 anni.


Un gruppone molto molto grande (parliamo di quasi tre centinaia di persone) e molto molto eterogeneo.
La gran parte dei partecipanti non allenata e sostanzialmente mal equipaggiata.
Non esperta.
Molti in sovrappeso e qualcuno con evidenti difficoltà di deambulazione su sentieri sconnessi (e chissà quali e quante altre patologie varie presenti in gruppo. Qualche cardiopatico, lo so, c'è).
Bambini e Nonni presenti, allo stesso tempo.
Famiglie in vacanza (un target... complesso, per usare un eufemismo).
Uno staff davvero molto dedito ma composto da volontari non qualificati (anche essi, di fatto, in vacanza con la famiglia) che in alcuni casi "riproducono" le caratteristiche del gruppo intero, di cui sopra.
Sentieri non sempre, anzi quasi mai, da me prima percorsi.
Insomma, non proprio una passeggiata. Ne, tanto meno, un insieme di passeggiate, quale sembra essere.


Nonostante ciò, negli anni (e anche quest'anno) abbiamo fatto insieme, appunto, cose straordinarie.
Attraversiamo i paesi e si chiedono se siamo un esercito. O sui sentieri esclamano, sorpresi, che arriva una valanga (di gente), come quest'anno.
Le autorità locali vengono a darci il benvenuto ufficiale, quando arriviamo in loco.
Tutto fuori dai canoni, dai parametri, ma lo abbiamo fatto.
Con un po' di difficoltà a volte, con un po' di fatica quasi sempre, ma se avessi pensato innanzitutto io che il gruppo non era pronto - perché assicuro che, "da manuale", non lo è - e che io stesso non ero e non sono pronto, eravamo ancora fermi a guardarci in faccia, a pensare cosa e come fare.
E' questo il senso di essere Guida.
Alzarsi per primi e farsi seguire. Non spingere ad andare.
Dare fiducia alle potenzialità degli individui e non fermarsi ai vincoli oggettivi.
Come d'altronde un buon Genitore farebbe con i propri Figli, tra le altre cose. Altrimenti camminavamo ancora tutti gattonando.
Si cade e ci si rialza. E questo solo perché siamo comunque prima partiti. Siamo andati in verifica.
Certo, ti aspetto se devi ancora allacciarti le scarpe. Ma non è questo il punto, Henry, siamo tutti d'accordo.
E non ti aspetto, se invece manifesti che non vuoi venire. Non è opportuno.


Se fosse vero che è necessario aspettare che gli altri siano pronti, non avrei potuto condurre a camminare la piccola Maria (5 anni tra qualche settimana) in un'escursione dalla lunghezza e dal dislivello (e pendenze!) impensabili per una bimba così piccola. Ma la Mamma la sera prima è venuta a chiedermi cosa ne pensassi della possibilità di portarla con noi l'indomani, dopo che aveva già fatto un "test" in una precedente uscita. Le ho chiesto allora francamente e guardandola negli occhi cosa lei stessa - in ragione del legame che ha con la figlia e della conseguente sua conoscenza - si sentisse realmente di fare. Era motivata e decisa. Allora le ho detto che andava bene, che, insieme, ci saremmo riusciti. E così è stato.
Se fosse vero, Riccardino, che tre anni fa, all'età di sei anni, aveva camminato dietro di me senza staccarsi mai per più di un centinaio di km durante tutta la settimana tra i sentieri dell'Engadina (bissando l'anno dopo, a sette, a Madonna di Campiglio), oggi, a nove anni, non sarebbe stato sintonizzato con la sua radiolina sul canale delle comunicazioni dello staff, svolgendo pure egregiamente il ruolo, che simpaticamente gli è stato da tutti noi dato, di "vice guida".
Se fosse vero, un gruppo di cento e più persone non dovrebbe uscire nemmeno dall'albergo, figuriamoci se può imboccare un sentiero di montagna, pur semplice che sia: ...se viene a piovere dove li metti tutti?
Se fosse vero, ...non sarei qui a scrivere. Di questo e di tutto il resto scritto precedentemente.


La chiave? Rinunciare al Controllo ed essere invece Vigili.
Come farebbe il buon Padre nel lasciare la manina del suo piccolo per fargli fare da solo i primi passi in piedi. E così anche dopo, quando lo segue con la coda dell'occhio, da lontano, un po' più grande, correre solo in giardino, per evitare il rischio che, inconsapevole, vi esca, per finire sulla strada...
Come nella vita, dunque, del resto.
Certo: richiede impegno.
Non è una passeggiata, appunto.
Non aspettarsi nulla ma essere sempre pronti a tutto. Questo, si.
Siamo noi che creiamo il nostro ambiente e, in quanto Esseri Umani, siamo in grado di trasformare tutto. In un istante. L'impossibile in possibile.
E, come disse Walt Disney, c'è di che divertirsi a fare l'impossibile.

venerdì 28 luglio 2017

Migliori?


Campo estivo Natura & Inglese - Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise - 16-23.07.2017

L'ho affermato per la prima volta il penultimo giorno, davanti agli sguardi increduli delle colleghe Roberta ed Elisabetta, e anche i vostri.
Il concetto vi è piaciuto subito e l'avete fatto vostro, fino a ripeterlo poi continuamente, le ultime ore che siamo stati insieme.
Non era una provocazione, l'ho pensato davvero.
Così come non scherzavo quando ho detto, in ragione di questo, che vi avrei voluto di nuovo tutti insieme ad un prossimo turno di campo.
Il tono forse, si, era scherzoso (ma ho e abbiamo scherzato per tutta la settimana, no?), soprattutto all'inizio. In fondo, un po' ...ero incredulo pure io.
Ma era la verità.
Siete stati, dunque, il miglior gruppo avuto finora?
Mah... Riflettiamoci: che senso ha dirlo?
Non si possono stilare queste classifiche. Ogni gruppo è unico; ognuno di voi è unico. E con ogni gruppo si creano situazioni e legami particolari, uniche, non comparabili.
Lo volete sapere per essere rassicurati?
Siete stati voi stessi.
Quindi, si, la miglior cosa questa che potessimo avere.
E anche se ci siamo scontrati, reciprocamente anche arrabbiati, ci siamo studiati, non ci siamo capiti, ci siamo difesi, non dobbiamo dimenticare che, prima di tutto: ci siamo incontrati.
La qual cosa, su un pianeta grande come il nostro (o semplicemente: la nostra nazione, dato che venivamo da tutti i capi della penisola), con sette miliardi di abitanti e qualche decina di anni di età di differenza tanto da far parte di due generazioni diverse, è il caso di considerarlo prodigioso, no? Ciò va tenuto in conto e onorato.
Ce lo stiamo dicendo ora, qui, ma il groppo in gola che a tutti ci è venuto al momento dei saluti abbracciandoci per la prima e ultima volta (per ora, chissà) - ...qualcuno lo maschera molto bene (io per primo) - è la manifestazione della consapevolezza condivisa che qualcosa di grande, di importante, si è realizzato.


Da giorni, da quando sono rientrato, sento i vostri pensieri.
Vi mancano le nostre giornate, le vostre nuove amicizie (chissà cosa vi state scrivendo sul gruppo whatsapp?!?), le nostre piccole grandi avventure. Vi manchiamo anche noi.
Beh... ci mancate anche voi.
Le vostre schiocchezze; i tormentoni (quanto pa' cul'oio vi siete mangiati, al rientro?? E... Bucio, dov'è?? ...ahahahah!! Rido anche adesso, a scriverlo); gli eccessi; le vostre (di qualcuno) mancanze di rispetto e maleducazione (eh, si) ma anche, di contro, l'autenticità e la schiettezza.
Simone era venuto "per passare il tempo" - parole sue di presentazione di se stesso il primo giorno, ricorderete - e alla fine avete legato tutti tantissimo, lui per primo. Forse - questo si - uno dei gruppi alla fine più omogenei in assoluto.
Il gioioso ritorno, per tutti noi, di Riccardo, l'ultimo giorno, la prima volta che mi capita, dopo essere stati io e lui in ospedale fino a mezzanotte passata a metà settimana (e abbiamo fatto pure questa!) ed essere stato lui l'indomani portato a Roma per accertamenti dalla famiglia, è stato il sigillo finale a questa esperienza.
Parole dure ma vere sono gentili, per il Cuore; parole gentili ma vacue, vuote, sono malefiche, false.
Non mi sono tirato indietro. Ho affondato senza timore la spada della Verità quando è stato necessario, più di una volta, e, come è naturale, avete compreso al di là della forma. Altrimenti non mi avreste scritto sulla cartolina finale che sono "simpaticissimo, comprensivo e giusto" (di nuovo), "paziente", che sono stato "un grande capo", che vi ho "aiutato nei momenti difficili". E "spero di rincontrarti".
No, non l'avreste fatto, se non fosse stato quello che realmente sentite. Non siete i tipi.


Abbiamo corso insieme una maratona e, nel contempo, una gara di velocità. Qualcosa del tipo dei 110 metri a ostacoli.
Ciò è un campo estivo. Per tutti. Una maratona è sempre una maratona, anche per il campione olimpico di specialità. Una gara di velocità richiede di tirar fuori esplosività anche all'uomo più veloce del mondo.
Una settimana che richiede l'uso sapiente delle proprie energie e risorse, per non scoppiare, ma in cui, nel contempo, devi dare tutto in pochissimo tempo. Adrenalina e resistenza. Un binomio incredibile, quasi un ossimoro.
Una piccola grande impresa, insomma. Comprendete?
Soprattutto se chi lo conduce, come noi sempre facciamo ormai da anni, si impone (senza imporlo a voi - e questo è il bello e la sua forza - come avete verificato, vero?) di non usare l'espediente di un "banale" pallone. Di ignorare il ping pong e il calcio balilla nella stanza di sotto (pensavate facessimo i tornei e, alla fine, non ci avete giocato nemmeno per dieci minuti dieci). Di vivere questi giorni come se i cellulari non esistessero. Di sforzarsi di proporvi altro, qualcosa che non avete la possibilità di vivere in altri contesti.


Avete avuto la possibilità, la libertà, di esprimervi, e a volte lo avete fatto anche in modi non consoni al comune vivere civile.
Mettendo alla prova la nostra stabilità. Scegliere di lasciarvi esprimere o garantire il "bon-ton" di certe situazioni.
Avete più di una volta superato il limite e, come è ovvio, noi non potevamo stare a guardare senza mai intervenire. Perché il mondo è vostro, magari non del tutto oggi ma domani, senza dubbio, lo sarà.
E il mondo di domani è quello che costruiamo oggi, con le nostre parole e le nostre azioni (e i pensieri che lavorano "dietro le quinte").
Possiamo sempre scegliere di non perseverare nelle nostre tendenze, che ci portano fuori strada. Di non seguire il gregge, e le sue.
Siamo in grado di trasformare tutto, in un istante. Siamo Esseri Umani proprio per questo e in questo. Non siamo migliori di qualcuno o di qualche cosa: siamo innatamente in grado di manifestare Altro, indipendentemente dal nostro punto di partenza. Per noi stessi.
Non ha senso, non serve, ambire a essere migliori di. Scegliamo, invece, di non essere inutilmente brutali, nei rapporti umani (che, come avete verificato, non significa non essere severi, quando serve. La vera compassione è dolcezza ma anche severità). Nei rapporti con tutti gli esseri viventi.
Scegliamo di non perseguire l'Inferiore a scapito del Superiore, ché il pianeta sta così proprio per questo motivo. (Ricordate, ad esempio, la questione della mancia che volevate lasciare al cameriere e che, infatti, non ha accettato con pure un accenno di arrabbiatura di fronte alla vostra insistenza? Ricordate quello che vi avevo detto a riguardo? "Attenzione! ...state facendo - ricopiando pedissequamente ciò che avete visto fare ad altri in altri contesti - un'offerta (per giunta in denaro, che non arriva dalle vostre proprie tasche) a una persona che incontrate si e no un'ora al giorno e non avete pensato a fare un dono - ad esempio: semplicemente dando attenzione quando vi si chiede di farlo, senza dovervi richiamare più volte - a chi si prende cura di voi per 24 ore al giorno come figli. Voi, figli degli altri.
Attenzione. ...state mettendo le cause per un mondo di domani non equo...
E se ereditate oggi un mondo non equo, non giusto, chiedetevi perché siamo giunti a questo. Quali sono le cause da trasformare, anche se non le avete messe voi"
).
Non pensiamo a essere migliori. Scegliamo di onorare gli incontri che abbiamo, le esperienze che viviamo. Attraverso una sincera e reale gratitudine. La Gioia nel viverseli pienamente. La comprensione e il rispetto dell'altro. Del contesto.
Riduciamo le distanze che naturalmente ci sono tra le vite di noi singoli individui. Non sprechiamo inutilmente tempo ed energie. Non ne abbiamo di infiniti a disposizione...
Anche avendo dodici anni, qualcuno non lontano nel tempo e nello spazio, ha cambiato il destino della propria comunità: non createvi questo alibi a priori. Lo ha fatto magari semplicemente evitando di uccidere un ragno, anche se gli "faceva schifo". O di ripetere "che schifo" di fronte a qualcosa che, semplicemente, non gli piaceva. Mettendosi in gioco. Questa è la Storia, anche se nessuno ve lo dice e vi impongono di impararla da noiosissimi libri.


Detto ciò, concludo. Come si conclude la stagione dei campi di quest'anno.
E' stato l'ultimo e non avremo ora altri ragazzi che "vi sostituiranno", nei prossimi giorni. Avremo modo di far sedimentare ancora per un po' tutto quello per cui, anche e soprattutto questa volta, ne è valsa la pena. Siete riusciti a farmi ridere anche mentre vi stavo redarguendo... Facendomi pensare alle mie ragazzate di un tempo. ...che altro posso aggiungere?!? :-D
Sarei dunque davvero felice di riavervi tutti insieme, ma proprio tutti, in un prossimo turno di campo, l'anno venturo. Non scherzavo, quando l'ho detto, non scherzo ora. Che forza, sarebbe! (...tipo un film, ..."Amici miei. Atto secondo"...)
La gran parte dei vostri genitori, quando vi sono venuti a riprendere, che non sanno nulla o quasi di quanto accaduto durante le nostre giornate, che hanno sentito solo la vostra voce (molto poco, e a centinaia di chilometri di distanza in alcuni casi, perché non volevate perder tempo a raccontare, tanto eravate immersi in quello che stavate facendo, un segnale importante per loro) ci hanno chiesto la stessa cosa...

Perciò...Grazie per essere stati con noi!
Di nuovo un abbraccio a tutti voi: Sara, Ilaria, Elena, Anna e Aurora, Camilla, Silvia, Simone "Sam", Simone "Simo", Simone "col ciuffo", Simone "Capellone", Giuseppe "Bucio", Pierpaolo "Pier", Paolo, Riccardo D., Riccardo P., Federico "Frata" e il piccolo Federico "Cicca".
E grazie per aver condiviso questa esperienza, stringendo insieme i denti nella consapevolezza che si vince all'ultimo istante, a Elisabetta, con la quale lavoravo per la prima volta, e a Roberta, con la quale ormai basta uno sguardo per comprendere e condividere il da farsi, in ogni situazione.


giovedì 13 luglio 2017

Decisi e Giusti (siatelo!)


Campo estivo WWF - Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise - 01-08.07.2017

"Fate questo per professione?"
"Beh, si..."
"E come si denomina questa vostra professione?"
"Noi siamo Guide Ambientali Escursionistiche"
"Ah. ...ma... per quello che fate, è riduttivo definirvi Guide! Almeno per come è comunemente intesa la figura della Guida, rispetto al mero accompagnamento di persone in un luogo"


Eh, già. Che interessante, e importante, considerazione. Pari pari a quella che mi ronza in testa da un po'.

Con queste parole del papà di B., con cui ci siamo fermati a scambiare due chiacchiere al momento del ritiro della figlia, si è concluso il campo estivo della scorsa settimana (e anche l'anno intercorso tra questa e la corrispondente settimana del 2016; a sua volta, riflettendo, più o meno coincidente col mio quarantesimo anno di vita).
...Le categorizzazioni e le categorie servono a chi si sente sicuro in un recinto - ai cavalli da maneggio, ai leoni da zoo - anche e soprattutto perché da queste allo scadimento negli stereotipi (e noi italiani siamo maestri in ciò) il passo è breve.
Dunque: guardate oltre, ragazzi, non fermatevi alle definizioni date. Createle!


E' stato un anno intenso.
Un anno, ancora una volta, di grandi soddisfazioni, di grandi realizzazioni, ma anche un anno di svelamenti e di conseguenti grandi lezioni esistenziali apprese. Un anno in cui non sono mancati, anche profondi dubbi, incertezze. Turbolenze durante il Volo.
In cui si è appalesato anche qualche passo falso fatto.
Gli eventi, gli incontri, le situazioni della vita sempre ti mettono nella condizione di doverti confrontare con Te stesso. Qualche volta, di più. E non sempre hai subito la risposta pronta. Devi prima trovarla.
Una mente retta non è una mente perfetta, dice il Saggio.
Non ho mai ambito alla perfezione, malgrado in molti, negli anni, in preda probabilmente a irrisolti complessi di inferiorità, si siano riempiti la bocca di tale giudizio nei miei confronti.
Alla perfezione no, ma alla rettitudine si.
D'altronde, ...a cos'altro ha senso dedicare la propria vita per potersi serenamente guardare allo specchio, quando arriverà la fine dei propri giorni?

Era importante ripartire da qui. Questa settimana, stesso luogo, un anno dopo.
E che bello, che forza ritrovare insieme la scritta WWF fatta coi sassi lo scorso anno! Che gioia la scoperta del fatto che sia visibile anche dal satellite!
Il simbolo del fatto che certe emozioni non si cancellano, che il passato sono si ricordi ma anche un (bel) pezzo del tuo presente.
Non te ne liberi mai del tutto veramente - e perché dovresti? - ed è necessario ripartire da quello per costruirci il Nuovo sopra.
Così abbiamo fatto, insieme, ragazzi, aggiungendo, simbolicamente, alla scritta qualche altro particolare legato a quest'anno (diventata #WWF 2016/17, come si vede nella foto che vi ho scattato mentre camminavate verso di essa, al ritorno dal nostro giro)


Avevo bisogno in qualche modo di rialzarmi (anche dopo il conseguente recente periodo di non buono stato di salute), di ripartire, di riprendere il Cammino, il mio passo. Mi sono rimboccato le maniche e così è stato.
Sapete, c'è un momento nella vita in cui smetti di sentire la necessità di "rincorrere", qualcuno o qualcosa, o tutto, per dover spiegare. Spiegare le cose basilari, a mo' di disegno coi pupazzetti, o coi sottotitoli alle parole che hai pronunciate. Lo si fa per molto tempo, poi si smette. Beh, ...il mio è definitivamente arrivato.
Ho smesso di rincorrere. Di spiegare l'ovvio. Lascio che sia la Vita a farlo.
Chi sono, cosa faccio e ciò a cui aspiro ce l'ho scritto in faccia, come tutti del resto, e non c'è bisogno di spiegare o aggiungere alcunché ad alcuno. Chi vuole vedere, veda; chi vuole comprendere, comprenda. Non devo convincere nessuno (anche se carinamente mi dite che sono bravo a farlo).
Sono ripartito da Me, riparto ogni volta da Me, e a questo mi dedico.
Ho posto ulteriore attenzione alla tendenza a un atteggiamento di lamentela per quello che fanno "gli altri", atteggiamento che a volte, mi rendo conto, nonostante tutto, manifesto. Ho smesso di alimentarlo lì dove ancora mi attendeva pronto al varco, e mi sono concentrato nuovamente su ciò che posso - che devo - fare io.
E ho messo da parte l'orgoglio. Ma non la dignità.
"...succede tutto per una ragione, e la ragione magari sei tu...", dice (pure) la canzonetta dei due giovanotti.


E così, siamo ripartiti, insieme e con grande piacere. Con Roberta e con voi 18 ragazzi e ragazze. Tra cui Martina che tornava per la terza volta e Ambra, con lei, per la seconda (così come Elisabetta, lo scorso anno comunque qui con un gruppo condotto da altri due colleghi). Dimostrandoci così, e scrivendolo pure, che abbiamo un compito importante: siamo punti di riferimento per Voi. ...Il motivo per cui facciamo tutto questo.
Ho scelto - abbiamo scelto - di occuparci di Benessere reale. Del Benessere di questo pianeta e di chi ci vive.
Ciò comporta inevitabilmente il dover andare fino in fondo, perché, con evidenza, stiamo messi maluccio. Con Decisione e Giustizia, come la ancora fresca vostra onestà intellettuale correttamente e puntualmente ravvisa.
E' un po' di più, in effetti, che essere mere Guide.
Senza dubbio: dell'esserlo con la g minuscola, come molti, anche colleghi (ahimè), continuano a scrivere.
Portare qualcuno in montagna (o in collina, o al campo estivo, od ovunque) non basta più. Serve altro. Serve la Rivoluzione di Ognuno. Noi facciamo la Nostra e nel contempo ci adoperiamo a darvi degli stimoli per innescare la Vostra.
Quasi la totalità delle cose che si fa su questo pianeta, anche le attività cosiddette "green" (escursioni naturalistiche e turismo sostenibile compresi), sono attività centrifughe rispetto alla Vera e Profonda Questione e ci allontanano da Essa.
Tutto quello che vediamo fuori è effetto. Compreso quello che identifichiamo con "ambiente naturale". Non esistono terre pure o terre impure di per se, fuori di noi.
Tutto parte da dentro. La causa originaria è l'Entità della Vita che abita il prezioso scrigno che è il nostro corpo e che, allo stesso tempo, permea ogni singola particella dell'Universo, dal tempo senza inizio.
Se non torniamo a occuparci di Ciò, questo nostro passaggio sulla Terra sarà solo motivo di incessante sofferenza. Per Noi e per Tutti.
Su questo ci focalizziamo e lavoriamo, ormai da anni, cosa che poco c'entra col lavoro di Guida Ambientale Escursionistica comunemente inteso.
E se al giro delle condivisioni per l'attività conclusiva del campo esce - da più di uno di voi - che "questa settimana ho compreso che ogni nostra azione ha conseguenze", beh, allora vuol dire che... iniziamo a guardare di nuovo verso il centro di Tutto.

Una foto eloquente, questa mia (peccato, sfocata):


Che cosa sia la Felicità per ognuno di noi, per ognuno di Voi.
Abbiamo iniziato a ragionarci insieme la seconda sera (ricordate?), poi abbiamo lasciato il cartellone attaccato al muro nel corridoio su sui si affacciavano le stanze e pian piano voi lo avete "aggiornato", spontaneamente e liberamente, nel corso della settimana.
La Felicità è Benessere, appunto.
La Felicità è Lealtà. Splendido!
La Felicità è Fiducia. Certo.
La Felicità è Acrobazie. (...magari sugli alberi. Yeah!)
La Felicità è Amore. Assolutamente si.
La Felicità è Amicizia, prima ancora.
La Felicità è Passione. Caspita quanto è vero!
La Felicità è Donare. Già...
La Felicità è Sostenere...
...Grazie...
Grazie, ragazzi. E' l'unica cosa che si può aggiungere.
...La Felicità è Gratitudine, d'altronde.


Siamo stati "a ritmo", senza forzare praticamente mai la mano con inutili attività riempi-tempo, lasciandovi ampi spazi di reale svago e, soprattutto, come si vede, abbiamo lavorato molto sull'aspetto introspettivo. Sulle emozioni individuali e sulla sensorialità. Sul Noi.
Ed è stata una gran bella settimana. Una specie di Danza, della e nella fiducia reciproca.
Ci siamo sanamente divertiti insieme. E siamo indubbiamente cresciuti tutti un po'.
Nessuno di noi la dimenticherà.
Grazie quindi a: Martina, Ambra, Sara, Beatrice, Sofia "Kayla" G., Sofia S., Benedetta, Elisabetta, Sofia R., Simona, Laura, Nicola, Tobia, Filippo, Edoardo, Lorenzo, Federico, Emanuele. E all'indispensabile compagna di Avventure Roberta, naturalmente.
Determiniamo che ci sia una prossima! Qui o altrove, perché no.

giovedì 22 giugno 2017

Diversamente meraviglioso


Campo estivo WWF - Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise - 10-17/6/2017

La Roccia si fa ogni anno più dura. O la Freccia, forse, si è un po' usurata col tempo. Fende l'aria meno stabilmente: trema un poco, tentennando.
La durezza del Diamante però è proverbiale; ed è per sempre, come ci ha insegnato a dire la pubblicità. A ciò occorre affidarsi.

Ogni volta che rimprovero un bambino, o un gruppo di bambini, mi si torcono le budella. Mi mordo la lingua.
Non mi piace il ruolo dello sceriffo ma è sempre più difficile riuscire a fare a meno di incarnarlo: il rispetto delle regole sta sparendo. Cioè, le regole stanno sparendo. Ed è un problema.
La tendenza all'emulazione tra individui poi, fortissima tra i bambini, non fa che metterci il carico da undici, come dice chi gioca a briscola.
Tuttavia, la responsabilità non è dei bambini. Lo è in senso profondo, perché ognuno è protagonista della propria vita fin dal momento in cui si presentifica su questa Terra ma si sa che la parte istintiva ed emotiva nel bambino la fa da padrone su quella logico-razionale, almeno fino a una certa età. E questo, di per se, invece, non è un problema. Anzi, meno male che sia così.
I bambini hanno bisogno di regole, e bambini, figli, che non obbediscono è retribuzione per una sregolata comunità, per le gravi offese alla Vita e alla sua Legge che sono state da essa perpetuate, per ciò che ha costruito.


Un gruppo oggettivamente troppo numeroso in partenza (nonostante le ripetute segnalazioni fatte a chi di dovere ogni anno a riguardo), la concentrazione di due-tre situazioni particolari, l'instaurarsi di una serie di dinamiche interne al gruppo stesso, hanno contributo a creare un'atmosfera di minor agio per tutti e, in particolare, per i bimbi, per i quali tutto questo si mette in piedi, e che, in questi casi, tendono a lasciarsi meno andare per tutto quello che riguarda il manifestarsi nella propria naturalezza, canalizzando quindi le proprie energie in modi innaturali (mancanza di ascolto, chiasso insopportabile, litigi, pianti di nostalgia, lagne, dispetti, prese in giro, giochi fuori luogo, ...).
Questo ha comportato - come è ovvio - per noi operatori (ero insieme a Valentina - partner storica ormai di tante di queste "avventure" - e Gilberto, nuovo a queste esperienze ma che non si è risparmiato un minuto) di dedicare più tempo da parte nostra a tutti quegli aspetti "gestionali" del gruppo, per il mantenimento della sicurezza, delle possibilità di condivisione, del controllo, dell'"ordine", togliendone però alle attività ludiche, didattiche ed esperienziali previste.
All'opposto, invece, per come intendo io un campo estivo, l'occasione dovrebbe essere proprio un'opportunità per lasciare ai partecipanti la più ampia libertà di espressione (nei limiti degli elementi oggettivi). Educazione Libertaria, a cui ho fatto più volte cenno qui.
L'arciere non sempre riesce a vedere dove si è conficcata la freccia che ha scoccato, deve verificare il raggiungimento del bersaglio. Ha bisogno di andarla a cercare magari nel folto del bosco.
E per la prima volta, un'ombra di insoddisfazione rispetto a come fossero andate complessivamente le cose mi ha accompagnato sul finale di settimana.

Finito il campo, il rientro lento in auto sulla strada di curve che esce dal Parco, mentre scruto gli arcigni contrafforti calcarei di questo splendido angolo d'Abruzzo e d'Italia che cadono in ampi e dolci valloni, e i ricordi della settimana e connessi pensieri fanno capolino e si avvicendano. Rivedo situazioni, rivivo momenti, riconsidero l'insoddisfazione come una caratteristica delle menti più vivaci e cerco di comprendere, immagino dove avrei potuto fare diversamente, e meglio. Il gruppo è lo specchio di chi lo conduce. Lo dico sempre nei corsi di formazione, non può che valere anche - e soprattutto - in questo caso.
Ho sbagliato cosa? Ma... ho sbagliato?


Poi, cominciano ad arrivare i primi riscontri.
F., che aveva partecipato ad un meraviglioso turno di campo con me e Valentina già lo scorso anno, fa capire a suo modo alla mamma che era venuta a prenderla - e che poi mi ha riferito - che questa nuova esperienza è stata in qualche modo "diversamente meravigliosa".
In serata, giunto già a casa, arriva questo sms, dalla famiglia che aveva lasciato il campo per ultima e con la quale mi ero fermato un po' a chiacchierare: "Gentile Riccardo, grazie ancora di tutto, soprattutto per l'infinita pazienza! Pensavamo che rientrando a casa i bimbi facessero festa e invece... G. moggio moggio e D. è scoppiato in un pianto inconsolabile! Gli mancano gli altri bimbi ma soprattutto lei, Gilberto e Valentina!!! Ha voluto assolutamente che le scrivessi e glielo dicessi. La prego volerlo riferire ai suoi colleghi. Grazie ancora per la bellissima esperienza! Famiglia U."
Un messaggio che ha un grande significato e un grande valore, perché mi ha dato modo di vedere, di nuovo, che la percezione dei bambini è diversa. Cosa che in certi momenti ti sfugge, complice la stanchezza, le poche ore di sonno ma anche i pochi giorni a disposizione che hai; complice il peso della responsabilità e la necessità di avere sempre mille occhi, l'essere - ahimè - sempre messi nella condizione di lavorare in emergenza e al ribasso dei costi, ma anche semplicemente perché si è presi dalla voglia di fare bene guardando però solo se stessi. Sfugge, a volte, anche se hai l'età, anche se hai l'esperienza.
E invece è proprio questa diversa percezione, questo loro mondo che dobbiamo preservare e tutelare. Laddove, dinnanzi a un bambino, non la vediamo esprimere è perché c'è un disturbo, che spesso è di matrice esterna. Un bambino, dunque, quello che dobbiamo aiutare nel ritrovare quella innanta percezione e riappropriarsene. Quella naturalezza, quel proprio mondo. Un mondo, una dimensione, di cui abbiamo tutti bisogno. Loro e noi adulti.
Questo che abbiamo costruito non è un mondo per bambini. I bambini, che infatti sono sempre più soli, circondati da mille ansie e mille paure da parte delle famiglie e di chi, almeno a parole, si prende cura di loro; un mondo in cui spesso sono la valvola di scarico di problemi e situazioni che non dovrebbero toccarli. Un mondo in cui non hanno sufficienti spazi di manifestazione individuale, fisica e intellettuale. Non possiamo non tenerne conto.
I Bambini - uso la B maiuscola... - e la loro innata purezza, la loro innata gentilezza, l'innato disinteresse per le cose mondane, ma anche la salda concretezza, l'innato amore per le piccole cose e, nel contempo, per le grandi imprese, sono proprio il contrario di ciò che caratterizza la realtà di oggi. I Bambini ci salveranno, dall'abbrutimento e dall'aridità di questa epoca.
Diamogli lo spazio necessario. Lasciamogli la possibilità di realizzare ciò manifestandosi e supportiamolo, senza interferire. Cresciamoli lasciandoci condurre sul loro sentiero.
In ogni caso, anche quando meno ci sembrerà così, ciò farà la differenza.


Grazie quindi a Margherita, Noemi, Elena, Francesca, Penelope, Caterina, Carlotta, Filippo, Domenico, Valerio, Edoardo, Gabriele, Davide, Marco, Luca, Thomas, Giacomo, Andreino, Andrea P., Andrea Q., Arnaldo (e Valentina e Gilberto) per avermelo, a loro modo, fatto di nuovo vedere. Per avermelo fatto di nuovo, e più chiaramente, comprendere.

La roccia più dura, in fin dei conti, è in grado di reggere carichi maggiori. E solo sulla roccia più dura è possibile fare costruzioni più grandi.

sabato 10 giugno 2017

Ripartenza

La Pazzia su questo pianeta, ad opera del genere umano, ha raggiunto livelli indicibili. Il culmine.
Giungono notizie dalla Cina - la nuova potenza mondiale dell'era moderna, culla di tradizioni antichissime e terra natia di un uomo su sei che camminano sulla Terra - di un fantomatico festival, lo Yulin Dog Meat Festival (non ho messo link, perché le immagini sono raccapriccianti) in cui il "gioco" dei nostri consimili è torturare cani, gatti e animali domestici. Prenderli a bastonate, impiccarli, metterli a bollire vivi.
Cosa che fa il paio con quell'altra pratica terribile - e chissà di quante altre ancora non abbiamo notizia - in quell'isola del Mare del Nord, in cui prendono a bastonate i cetacei, dopo averli costretti ad avvicinarsi alla riva, fino a colorare di rosso sangue il mare.

Non si possono fare più spallucce. Il tempo è scaduto. Siamo tutti responsabili.
Se non sradichiamo ora, all'istante, ogni singola briciola di violenza dentro di noi, continuiamo imperterriti ad alimentare questa terribile Oscurità della vita.
Allo stesso modo, se non perseguiamo la Verità, confutando il Falso ogni volta che ci si presenta l'occasione. Con chiunque e ovunque.

Domani mattina, cioè tra qualche ora, partirò per il primo campo estivo WWF della stagione.
Non mi sono ancora rimesso del tutto e per questo motivo mi sento, a differenza delle altre volte, anche un po' a disagio.
Mi attendono (insieme a me, ci sono due miei colleghi) 21 bambini relativamente piccoli, di età scuola elementare. La più piccola non ha ancora compiuto sette anni.
Con l'esperienza accumulata in questi anni, so quanto è impegnativa una iniziativa del genere, soprattutto con un numero tale di partecipanti, e che affrontarla non essendo al meglio delle proprie condizioni non è certo la soluzione ideale. Tuttavia, parto. Fosse anche l'ultima cosa che farò, è necessario mettere semi di trasformazione. Di Verità, di Giustizia, di Libertà. Di Benessere per tutti gli esseri viventi. Una semina soprattutto con le nuove generazioni.

Non sono ancora al meglio ma dentro sono una furia.
Supplirò alla mancanza di piene energie con una determinazione adamantina.
Basta.
Dritto al bersaglio. Una freccia scoccata che, dopo aver tagliato rapida e leggera l'aria, si conficca nettamente nella roccia.

venerdì 26 maggio 2017

26.05.1977 - 26.05.2017


Ne senti parlare per anni dai tuoi conoscenti più grandi che ci sono passati un bel po' prima di te come un giorno, un momento di passaggio davvero importante.
E per tutti quegli stessi anni ti chiedi tu quel giorno di questo anno così lontano, sia sul calendario che nello spirito, dove sarai, cosa farai, come festeggerai. E se il tutto sarà all'altezza di queste così elevate aspettative.
Ti ricordi benissimo il giorno in cui toccò a tuo padre, la bella festa serale in casa con tutti gli amici di famiglia più vicini di quei tempi, alcuni anche di oggi. Avresti compiuto dieci anni qualche settimana dopo ed eri il figlio più grande del festeggiato.
Sei sempre stato convinto, fin dai vent'anni, quando ancora non sapevi che cosa fare della tua vita, che quello che diceva quel tizio in quel film era straordinariamente vero e stimolante e cioè che i quarantenni più interessanti ancora non lo sanno, alla loro età. E ciò ti stimola anche oggi, che ci sei.

Poi arriva la vita, con la sua bella dose di realtà, e ti ritrovi a superare quello che convenzionalmente dall'immaginario collettivo è ritenuto il punto di non ritorno della gioventù nella condizione di maggiore debolezza generale degli ultimi 5 anni, all'ottavo giorno di convalescenza di una condizione in cui hai avuto anche paura di piangere, per il dolore, sebbene avessi voluto.

Idealmente ti volti indietro e vedi che qualche cosina l'hai realizzata.
Niente di eclatante, non passerai alla Storia, ma, a guardar bene, un pezzetto ne hai scritta.
E la cosa importante è che non l'hai fatto a tuo mero beneficio personale. Anzi.
Certo, l'hai comunque fatto per Te; per quando avresti potuto nemmeno avere - come nei giorni immediatamente passati - la forza di alzarti dal letto per bere un bicchiere d'acqua. Per sorridere della bellezza del sole che illumina le colline fuori dalla finestra.
E ti chiedi come hai fatto a fare quello che hai fatto. Dove sono quelle forze che paiono ora sovrumane. Molto del tuo lavoro - precario all'ennesima potenza - si basa su una qualche performance fisica, oltreché tecnico-culturale. Ti chiedi, e si avvicina la paura di non farcela. Di non riuscire a far fronte agli impegni degli immediati prossimi giorni, e quelli, ancora più impegnativi, delle prossime settimane. Lavoro non garantito e faticosamente costruito nei mesi e negli anni. Ma non è solo questo.
A parte la non secondaria preoccupazione per la questione economica cui tutto questo si lega, nel volgerti indietro, renderti conto di quello che hai fatto finora e rivoltarti in avanti, percepisci che non è da escludere che hai altri 50 anni a disposizione. Che ancora un gran pezzo di Storia, tua e di tutti, può, anzi deve, essere scritta. E che non sarà la mera prestazione fisica su cui potrai fare affidamento.

Allora, giri la testa sul cuscino dalla parte opposta per lenire un po' il dolore su quel lato, e comprendi che hai avuto l'opportunità di verificare - e accettato - che ciò che conta è solo adesso. Che puoi costruire l'istante successivo solo a partire da questo. E così, secondo dopo secondo. Poi minuto dopo minuto. Ora dopo ora. Giorno dopo giorno. Anno dopo anno. Un passo dopo l'altro.
Che non ha senso pensare alla foresta di domani bensì avere la massima cura del minuscolo semino che hai in mano oggi.
Che l'obiettivo è la dedizione incondizionata al momento presente, come quella di un bimbo totalmente preso dal gioco e, come adulto consapevole, il rispetto e la gratitudine assoluti per tutte le condizioni che consentono di giocare.

Abbozzi uno di quei mezzi sorrisi di chi ha capito, il dolore è anche un po' passato e ti senti un pochino meglio, e pensi a quello che disse Pablo Picasso qualche decennio fa: "Ci si mette molto tempo per diventare giovani". Già.
E allora, così come stai adesso, si avanza.

[ph. "Belle e buone" by L. Mortet - 06.05.2017]

giovedì 4 maggio 2017

Arcobaleno


Il "dicono di noi" delle ultime settimane (tutto concentrato in pochi giorni):

"Era nobile e bello in viso come un sire elfico, forte come un guerriero, saggio come uno stregone, venerabile come un re dei Nani, e gentile come la primavera. [...] La sua casa era perfetta, che vi piacesse il cibo, o il sonno, o il lavoro, o i racconti, o il canto, o che preferiste soltanto star seduti a pensare, o anche se amaste una piacevole combinazione di tutte queste cose. In quella valle il male non era mai penetrato. (J. R. R. Tolkien, Lo Hobbit, pag. 94 - la descrizione di Re Elrond, nda) "...Oh, un po' ti rassomiglia! :-)" [La.]

Ma anche:
"Tu vedi il male che hai dentro";
"Sei verbalmente violento";
"Tu vivi in un mondo irreale"
[Da.]

Poi:
"Ciao Riccardo, alla scheda di valutazione compilata a fine corso vorrei aggiungere che ho ricevuto forse più in termini di crescita interiore che in quelli di formazione professionale... non perché gli argomenti e, soprattutto le uscite, non mi abbiano stimolato e fatto capire quanto ancora non so e non so fare, ma perché è emersa ancora di più la dimensione e lo spessore interiore del tuo essere e interpretare il ruolo di guida non solo escursionistica, non solo ambientale... Ho apprezzato all'ennesima potenza il nutrimento e l'ispirazione che hai saputo apportare all'escursione di ieri a dimostrazione che ogni cammino muove prima di tutto qualcosa dentro di noi. Bravo, di cuore" [Pi.]

Ma anche:
"Sei scorretto" [Fe.]
"Sei un opportunista" [Lu.]
"Non ti rispondo apposta al telefono, quando mi chiami" [il minore dei miei due fratelli minori, undici anni di meno]

Tonalità di grigio: non pervenute.
O bianco o nero.

Quando siamo in contatto con la nostra vera natura e la manifestiamo autenticamente, anche se avvolti da un mare di nubi noi siamo arcobaleni: rossi come la Passione, verdi come la Speranza, blu come il Cielo Profondo, arancioni come il Sole...

Non so a cosa si riferiscano, e nessuno dei "detrattori", naturalmente, si è curato di darmi una spiegazione e dimostrare, come sarebbe normale, quanto abbia affermato (non proprio bruscolini, penso di poter legittimamente dire).
Mentre invece di fronte a un apprezzamento, a una lode - bellissime e graditissime queste, grazie! - non è necessario.
Anche questi "detrattori" in passato hanno manifestato, chi in un modo e chi nell'altro, almeno stima, nei confronti del sottoscritto. Quasi tutti hanno ricevuto e beneficiato di non poco.
Il bianco è la somma di tutti i colori; il nero è assenza di colore.
Dunque: lo stato vitale di chi guarda determina la sua percezione.


[foto L. Mortet - Monte Cetona - 02.04.2017]